Fotografia, osservazione e buona compagnia!

Sono le 7 di mattina e non ho per niente voglia di andare a letto.

Tutto merito della serata osservativa appena passata.
L’esiguo team composto da Gigi (il fotografo) e Gianluca (Korgolo) si affaccia dopo le 22.00 in quel di Cassano Murge (BA), il solito posto osservativo.

Le previsioni del meteo la facevano ben sperare: cielo terso e un po’ ventoso per tutta la nottata. Ma come al solito non può andare tutto bene. 

Scesi dall’auto, i 360° dell’orizzonte erano sgombri da nuvole.
L’atmosfera si galvanizzava. Giù dalle auto tutti gli strumenti.

Eq6: messa in bolla, attenzione, c’è del vento e da abbassare il treppiede. Fatto. 
Stazionamento polare: perfetto! 
Monto i tubetti, il guida 120 f/5 e il killer Takahashi FS-60C. C’è da provare subito il nuovo CAA: il rotatore di camera di marca nipponica. Magzero per guida.
Bilanciamento del setup: fatto! 

Cosa rimane? Puntare l’obiettivo della serata, trovare la stella di guida, fare il fuoco e scattare! 

Certo niente di più semplice. Ma ecco cosa si presenta appena finito di montare:

Il setup fotografico
Il setup fotografico

Oramai ci stiamo facendo l’abitudine: sarà la decima volta di fila che succede appena finisco di montare: nuvole.

Passano un paio d’ore scarse di nuvole veloci e passeggere quando (finalmente) il cielo diventa sgombro. 

Dopo qualche foto “tanto per passare il tempo”… 

La fotografia di Gigi con il suo setup non è stata pervenuta: il momento era troppo critico…

Insomma, decidiamo che è ora di darsi da fare, anche perchè comincia a farsi tardi.

Fotograficamente parlando la nottata sembra essere fruttuosa. L’obiettivo è quello desiderato da quando avevo 18 anni: La Nebulosa Rosetta. Fantastica e rossa nebulosa a emissione nell’Unicorno. 

Ne usciranno 41 pose da 3 minuti l’una, scattate a 800 ISO. 

Alla fine di questa sessione, ben guidata e messa a fuoco, catturo 12 dark per eliminare il rumore nei singoli scatti.

Questa sera mi porterà una importante novità di nome “Dobson”

In particolare “Meade Lightbridge”.

Passare a un telescopio di questo tipo vorrebbe dire tante cose: dopo anni di montature equatoriali, cambiare in favore di un dobsoniano vuol dire proprio cambiare approccio al Cielo.

Stasera ho avuto l’illuminazione. E’ stato notevole. E’ stato estremamente rilassante. E’ stato bellissimo puntare decine di oggetti, i più dei quali guardando solo un attimo nell’atlante. Galassie, ammassi aperti e anche qualche globulare.
Con un’unica precisazione: 10″ sono ancora pochi.

Gli oggetti osservati

Bella M51 assieme alla compagna: evidenti i loro nuclei e si intravedeva qualche formazione interna dei bracci. 

M46 e M47 fantastici: la coppia invernale. M47 grande e luminoso, M46 piccolo, compatto. A 100x salta f uori la planetaria al suo interno: emozionante. 

Leo Triplet! Da quanto tempo non puntavo il gruppetto di galassie nel Leone. M66 ben evidente con le propaggini esterne più visibili della M65, più compatta della prima. NGC3628, la galassia di taglio era ben visibile con il solito contorno non contrastato. 

M95, M96 e M105: quadretto d’impatto con la 105 in compagnia della sorellina NGC3371, di mag. 9.9. 

M81, M82: ancora nella parte di cielo inquinato, ma tirando su di ingrandimento la Sigaro mostrava in visione distolta le bande di polvere scura sul suo piano galattico. 

M42: come sempre, appaga in una serata d’inverno. 

M41: medio, ricco, stelle luminose. Ha tutte le carte per entrare a far parte dei miei Messier preferiti. 

M34: a molti piace, a me non incanta neanche in questo 10″… 

Cercata invano NGC891

Cometa 17/P Holmes: oramai lontani i giorni dell’outburst la “Katie” si è rarefatta, espandendosi in cielo tanto da essere chiaramente visibile ad occhio nudo come una chiazza lattiginosa molto evidente. All’oculare il suo nucleo c’è, come è evidente la parte frontale, contrastata dal fondo cielo. Tridimensionale. Ancora bellissima. 

M109: cielo che non permette. La galassia è visibile soltanto come un batuffolo senza forma. 

M35, NGC2158: fantastico ammasso aperto a basso ingrandimento. L’apice è dato dal compagno di viaggio del catalogo NGC, piccolo e appena risolto. 

M44: troppo grande per questo 10″: perde in bellezza. 

M67: uao! Grandissimo Ammasso aperto. Media grandezza, ricco di stelle…ma non troppo, stelle luminose. 

Anche la prova dei miei oculari usati con lo specchio GSO del Meade ha dato una prima prova positiva. 

Il cambiamento è vicino

La nottata si chiude con un magnifico quadretto: il taketto a fare i dark sul tavolo e la falcetta lunare con Venere ad est che si alzano sempre più, custodi della vicina alba. 

Quando, stanco di godermele soltanto con gli occhi decido di staccare dai dark e mettere il taketto sul treppiedino fotografico e fare un book a Miss Falce.

Per finire in bellezza, ho trovato per terra gli occhiali astigmatici: lente destra in frantumi… doh!