Report osservazione del 3/3/2019

Un veloce report di un’osservazione in buona compagnia e piena di aspettative.

Il tridente d'attacco
Il tridente d’attacco

Continua l’approccio tra me e lo strumento.

Io gli voglio fare la corte serrata, ma lui non si concede ancora in tutto il suo fascino.
La sua sesta misura abbondante mi fa girare gli occhi, ma non riesce ancora a regalarmi puro godimento.
Devo capire se è colpa della sua timidezza, oppure delle condizioni di contorno.

Prima di questa nottata ero ancora alla ricerca di una quantificazione dei difetti e degli errori di forma del mio specchio.
La cosa più positiva di tutte è che, a fine nottata con l’ottica acclimatata, ho misurato il principale difetto che affligge quasi tutti gli specchi: la sferica. Per fortuna dovrebbe rientrare nella tolleranza della normalità e dovrei avere lo specchio che lavora tra 1/4 e 1/3 di lambda.
Tutto questo soffre maniacalmente il problema più grande di tutti noi: il seeing. Se questo è buono, posso tirare su con gli ingrandimenti. Se, invece, come l’altra notte, il seeing è ballerino, lo specchio balla la Samba assieme a lui…e dovrebbe performare a 1/3. Condizionale d’obbligo.

Io finchè non ottengo buone immagini ad alti ingrandimenti (cioè almeno 450 x) non mi ritengo appagato.

Okay, ma il cielo?

Il problema tecnico impallidisce di fronte a quello osservativo, perchè la nottata di domenica scorsa non è stata positiva come quella di giovedì, a detta dei presenti.
Due giorni prima il cielo è stato molto più buio e l’atmosfera molto meno umida.

Questo ha fatto sì che le galassie più luminose, anche a bassi ingrandimenti come 225x, non si mostravano dettagliate come nell’occasione passata sul Gargano lo scorso anno, una nottata molto soddisfacente.
La nottata è stata mite, con una temperatura di 5°C (ho osservato senza guanti) e un’umidità relativa che si è assestata sul 70%. Abbiamo fatto le pulci a M51, ben vista e ben messa nei pressi dello zenit.

I classici primaverili sono stati visti ancora una volta e le varie NGC 4490 e 4485, le NGC 4565, 4725, 4631, 4656, i topolini 4676 A e B, l’irregolarissima 4449, i globularoni M 13, M 3 e il più bello M 5, le planetariette NGC 6543 occhio di cazz…ehm…di gatto con il suo vomitino nebuloso IC 4677, M 57, 27, NGC 40, la Blinking, la onnipresente e semprebelladinotte Velo (si vede sempre TUTTA ), la NGC 6210 nell’Ercole che non mi piace manco se mi pagano, una dozzina di galassie per me nuove nel Leone, le Antennae…eccetera eccetera.

Avevo un programma di quelli super-serrati.

Una spulciata galattica a tutto spiano di oggetti visti e non visti nel Leone. Tra la piacevole compagnia e il cielo non all’altezza, abbiamo fatto passare la nottata tranquilla e il programma può aspettare. Intanto sto avendo ancora di più una certezza: la quota è tutto. Per sfruttare al massimo quello che il cielo ci mette a disposizione, bisogna salire e andare alti.

Il più alti possibile.

In questo modo eliminiamo fastidiosi strati di disordinata atmosfera e il cielo diventa come più trasparente. Quando rimani basso, se nell’aria c’è pulviscolo, le prestazioni ne risentono. Il Pollino è sempre lontano (sia nello spazio che nel tempo) ma è l’unica fonte che potrebbe regalare visioni all’altezza dello strumento, dei soldi spesi e del tempo rubato all’amore familiare.

Nuovo arrivato

E’ stato anche il battesimo del neo arrivato, l’ultimo anche in ordine di focale: il Nagler 31mm Type 5. L’oculare scelto per le nebulose diffuse in grado di mostrare le deboli parti nebulari grazie a una pupilla d’uscita più adatta allo scopo.

Lunghezza focale oculare / Rapporto focale strumento =
(6,7mm con la Paracorr)

89 ingrandimenti e quasi 1° di campo reale sono più efficaci per la Testa di Cavallo e di tutte le nebulose diffuse e deboli, opportunamente filtrate.

TeleVue Nagler 31 mm, Paracorr Type 1 e dobson 60 cm