Report osservazione del 3/3/2019

Un veloce report di un’osservazione in buona compagnia e piena di aspettative.

Il tridente d'attacco
Il tridente d’attacco

Continua l’approccio tra me e lo strumento.

Io gli voglio fare la corte serrata, ma lui non si concede ancora in tutto il suo fascino.
La sua sesta misura abbondante mi fa girare gli occhi, ma non riesce ancora a regalarmi puro godimento.
Devo capire se è colpa della sua timidezza, oppure delle condizioni di contorno.

Prima di questa nottata ero ancora alla ricerca di una quantificazione dei difetti e degli errori di forma del mio specchio.
La cosa più positiva di tutte è che, a fine nottata con l’ottica acclimatata, ho misurato il principale difetto che affligge quasi tutti gli specchi: la sferica. Per fortuna dovrebbe rientrare nella tolleranza della normalità e dovrei avere lo specchio che lavora tra 1/4 e 1/3 di lambda.
Tutto questo soffre maniacalmente il problema più grande di tutti noi: il seeing. Se questo è buono, posso tirare su con gli ingrandimenti. Se, invece, come l’altra notte, il seeing è ballerino, lo specchio balla la Samba assieme a lui…e dovrebbe performare a 1/3. Condizionale d’obbligo.

Io finchè non ottengo buone immagini ad alti ingrandimenti (cioè almeno 450 x) non mi ritengo appagato.

Okay, ma il cielo?

Il problema tecnico impallidisce di fronte a quello osservativo, perchè la nottata di domenica scorsa non è stata positiva come quella di giovedì, a detta dei presenti.
Due giorni prima il cielo è stato molto più buio e l’atmosfera molto meno umida.

Questo ha fatto sì che le galassie più luminose, anche a bassi ingrandimenti come 225x, non si mostravano dettagliate come nell’occasione passata sul Gargano lo scorso anno, una nottata molto soddisfacente.
La nottata è stata mite, con una temperatura di 5°C (ho osservato senza guanti) e un’umidità relativa che si è assestata sul 70%. Abbiamo fatto le pulci a M51, ben vista e ben messa nei pressi dello zenit.

I classici primaverili sono stati visti ancora una volta e le varie NGC 4490 e 4485, le NGC 4565, 4725, 4631, 4656, i topolini 4676 A e B, l’irregolarissima 4449, i globularoni M 13, M 3 e il più bello M 5, le planetariette NGC 6543 occhio di cazz…ehm…di gatto con il suo vomitino nebuloso IC 4677, M 57, 27, NGC 40, la Blinking, la onnipresente e semprebelladinotte Velo (si vede sempre TUTTA ), la NGC 6210 nell’Ercole che non mi piace manco se mi pagano, una dozzina di galassie per me nuove nel Leone, le Antennae…eccetera eccetera.

Avevo un programma di quelli super-serrati.

Una spulciata galattica a tutto spiano di oggetti visti e non visti nel Leone. Tra la piacevole compagnia e il cielo non all’altezza, abbiamo fatto passare la nottata tranquilla e il programma può aspettare. Intanto sto avendo ancora di più una certezza: la quota è tutto. Per sfruttare al massimo quello che il cielo ci mette a disposizione, bisogna salire e andare alti.

Il più alti possibile.

In questo modo eliminiamo fastidiosi strati di disordinata atmosfera e il cielo diventa come più trasparente. Quando rimani basso, se nell’aria c’è pulviscolo, le prestazioni ne risentono. Il Pollino è sempre lontano (sia nello spazio che nel tempo) ma è l’unica fonte che potrebbe regalare visioni all’altezza dello strumento, dei soldi spesi e del tempo rubato all’amore familiare.

Nuovo arrivato

E’ stato anche il battesimo del neo arrivato, l’ultimo anche in ordine di focale: il Nagler 31mm Type 5. L’oculare scelto per le nebulose diffuse in grado di mostrare le deboli parti nebulari grazie a una pupilla d’uscita più adatta allo scopo.

Lunghezza focale oculare / Rapporto focale strumento =
(6,7mm con la Paracorr)

89 ingrandimenti e quasi 1° di campo reale sono più efficaci per la Testa di Cavallo e di tutte le nebulose diffuse e deboli, opportunamente filtrate.

TeleVue Nagler 31 mm, Paracorr Type 1 e dobson 60 cm

Nuovo anno, nuovo strumento e nuovo blog!

E così, dopo anni, riapro un blog.
Tutto il web ne sentiva proprio l’esigenza, oh si! 🙂
Invece io sentivo l’esigenza di un nuovo strumento.

Torniamo indietro quasi di un anno.

E’ da poco iniziato il 2018 e casa Pistritto vede l’arrivo di un nuovo bimbo.
Impegnativo sotto tutti i punti di vista, visto che è alto 2 metri e mezzo scarsi.
Un piccolo grande sogno aver raggiunto la possibilità di osservare da un telescopio (dal mio telescopio) di 60 centimetri di diametro.

Il fuoco della Curiosità Madre dovrebbe accendersi in qualunque astrofilo veda per la prima volta, dal vivo, uno strumento di tale dimensione: “cosa si potrà vedere all’oculare di uno strumento così grande?“.

Così bene non lo so neanche io, che ero solito osservare affianco a un possessore di un dobson dello stesso diametro, il Galassiere e dentro cui ho guardato dozzine di oggetti, quasi tutti al limite strumentale (e dell’occhio umano). Quindi le aspettative sono altissime e solo il tempo e nuove osservazioni potranno farmi imparare cose nuove.

Non sono solo gioie, però. Ci sono anche i dolori nell’usare questo strumento. E non parlo di quelli alla schiena, ma di difficoltà che si presentano nel farlo funzionare al meglio.

Cercherò di affrontare uno a uno sia i punti di forza che i punti deboli di questo nuovo strumento in un post a parte. O magari più di uno.

il nuovo dobson da 60cm di diametro
Il nuovo ingresso. Un dobson da 60cm f/4

Intanto lo presento.

Si tratta di uno specchio primario in Suprax lavorato da Giacometti. Il vetro è spesso 56mm e pesa il giusto per questo materiale: 32,4kg. E’ lavorato a f/4.

Lo specchio secondario è un commerciale Orion UK, modello Hi-Lux. Asse minore da 120mm e 15mm di spessore.

Il tutto è ospitato da una struttura torinese RP-Astro il cui titolare ha avuto l’idea, spronato da Tecnosky nel 2009, di commercializzare una struttura “leggera” e commercializzabile che potesse ospitare specchi di grande diametro, fino a quel momento poco diffusi nel panorama amatoriale italiano.

Ho ereditato questo telescopio con qualche problema: uno di tipo meccanico e uno ti tipo ottico. Dei quali parlerò, come detto prima, in un nuovo post.

Hasta la vista, DP

III Raduno Astrofili.org

Un saluto festoso a tutti. 

Ho ancora negli occhi (e nelle ossa) i passati duegiorni pieni, intensi del terzo raduno del Forum Astrofili.org
La prima sensazione è la solita che mi accompagna ad ogni fine-raduno: siamo così tanti (forse sempre di più) che 2 giorni, anche se vissuti 20 ore su 24, non bastano per conoscere tutti quanti, per passare un po’ di tempo assieme, al telescopio o davanti a un piatto di pasta e funghi.

Il rimpianto più grosso di quest’anno, almeno per me, è stato non riuscire a scambiare almeno 10 minuti di risate con tutti quanti.
In più avevo il mio “special guest” a cui dovevo dar retta. Non potevo trascurarlo altrimenti me l’avrebbe fatta pagare per le prossime 500 osservazioni che faremo insieme, vero dobbino?

Ho tentato di allacciare da subito i rapporti con il nuovo robo, anche con una probabile fusione (cit. Dragonball) e la cosa sembra essere riuscita, almeno sotto il cielo stellato.

Fusione
Fu-sio-ne!

Ma incominciamo dall’inizio

In 4 ore il sottoscritto in compagnia dell’immenso Angelo Cutolo giungono in quel del Prato Contessa. Ore 19.30, appena in tempo per la cena eheheh…

L’andirivieni di gente è tanta e l’accoglienza è, come non mai, travolgente. Saluti e presentazioni ovunque.
E’ sempre un’immenso piacere rivedere gli amici di tante battaglie sotto il cielo e conoscerne di nuovi, tanti quest’anno.

Montato il nuovo bimbo (che è un RPAstro a tralicci da 16 pollici) e l’80ino di Angelo, ci si fionda a tavola.

Mega saluto generale e brevi chiacchierate fanno da preludio alla prima abbuffata di funghi.

Come di consueto, all’uscita troviamo l’imbrunire. Evvai!!!!! Si cominciaaaa 

Il primo impatto col robone, un tubo da muovere e una prima luce da fare: ho ritirato il tele nuovo da Tecnosky solo 3 giorni prima dello StarParty e non ho avuto un attimo per sverginarlo sul cielo. Sono veramente emozionato.

Scelgo la sua prima luce: Arturo.
“Ohhhhhh……..è luminoooosa!” è lo scontato commento che strozza l’emozione dei 16 pollici di diametro, tutti contrapposti 

La serata promette una qualità del cielo buona. Ma non ricordo lo stesso cielo dell’anno prima (che era già peggiore di quello del 2007).
Poco male, voglio osservare!

Primo oggetto? M57. Pompo subito l’ingrandimento: nessuna stellina centrale! Ma il buco della ciambella non è nero, la nebulosità è evidente rispetto al fondo cielo che circonda la planetaria. Planetaria che, se guardata attentamente, mostra variazioni di luminosità sui bordi più esterni. Con il 400mm sembra, rispetto al 12″, che sia “aumentata la dinamica”, tanto per riprendere un termine fotografico.

Si va avanti su M3. Wow… ma non tanto. C’è qualcosa che non va. Il tele mi sembra che necessiti di una collimazione più attenta. Chiedo lumi al grande Peter, che conosce un f/4.5 molto bene. C’è da collimare. Montiamo la barlow e ricentriamo il secondario e il primario. Tac! Ripuntiamo M3…ora va meglio 

Si prosegue con tanti oggetti ma mi limito soltanto a tenere traccia di quelli che mi hanno fatto sentire evidente la differenza di 10cm con il vecchio grande Lightbridge:

M51
: in tutte le salse. In binoculare è micidiale. Poco luminosa ok, ma contrastatissima. Le spirali sono grandi e dettagliate. E’ pazzesca! Dopo una decina di minuti di wow da parte dei piacevoli compagni desiderosi di un’occhiata in uno specchio da 40cm si passa alla visione in mono.
Parto con Il nagler 17, solo 105x: dalla mia bocca escono mugugni tipo Meg Ryan in “Harry ti presento Sally”.
Orgasmo puro.
Saltava fuori TUTTO, ponte di materia incluso e confermato da altre 3 persone. Ovviamente abbiamo tutti quanti visto la supernova… 

M109: per la prima volta la galassia a ridosso di Phecda aveva un nucleo stellare ed evidente! Ma, soprattutto, per la prima volta AVEVA UNA BARRA!

M108
: dettagli OVUNQUE all’interno della “Surf Galaxy”: nucleo, rigonfiamenti di luce e parti chiaroscure.

M27
: il mio pataccone preferito. L’avrò vista centinaia di volte. Questa, però. è speciale. Fotografica.

M5: secondo me…è il più bello di tutti. Stop.

M10: Il “ragno” come lo chiama Maximored.

M20: Tri-fi-da. Netta. Contrastata.

NGC4485 / 4490: a ridosso di Chara, beta CVn una delle coppie di galassie interagenti più belle del cielo: dettagli sfumati e la differenza dal 12 al 16 è servita! Ad alti ingrandimenti non perdeva un pelo.

M101: vista la seconda notte, con cielo slavato e peggiore di quello della prima. Tuttavia le spirali erano li. Separate. Si intravedeva il solito knot sul braccio est.

NGC6888: Crescent, grazie all’UHC Thousand Oaks era chiara e tonda. l'”uncino sud” di divideva in due.

NGC6992 / 6960: Pazzesca? Pazzesca.

Mi fermo qui, per quanto riguarda gli oggetti. Il tele necessita di un bilanciamento ottimale e godersi al top tutti gli oggetti non era possibile, un po’ per l’emozione un po’ per l’abitudine a muovere il totem, che non è il LB12.

Lo spettacolo assoluto che non mi aspettavo ce l’ha regalato la Stazione Spaziale Internazionale.
L’ho seguita da est fino a un po’ oltre lo zenit.

I pannelli erano evidenti da SUBITO assieme al corpo centrale. Ma a un certo punto, poco vicino allo zenit, spuntan fuori le singole antenne!!!!!!!
Non ci credevo….
Ma la sopresa non era finita. Il tempo di far cambiare l’angolo di illuminazione al triangolo Sole-Stazione-Terra e spuntano fuori dal corpo centrale I SINGOLI MODULI. Incredibile…incredibile…

Chiamo matteo.dibella per condividere la spettacolare visione. Ci si prova: lui all’oculare, io al telrad, ma non so quanto il cecchino abbia fallito il colpo. Con Luca (nibble) ce l’ave

19/02/2009: Madonna delle Nevi

A distanza di un mese eccomi con un pizzico di tempo a trascrivere sul web quelli che sono i miei piccoli appunti osservativi, che mi piace prendere man mano che osservo all’oculare. E’ da un po’ che ricevo mail piacevoli da parte di qualche amico astrofilo che osserva come me il cielo con un telescopio di diametro generoso. Condividere è una cosa molto piacevole e sapere che questo blog, questo libretto d’appunti, è utile a qualcun altro mi riempie di piacere. Alla fine è anche questo il bello del web.

Ed è proprio in questa sede che voglio annotarmi la piccola impresa, seppur personale, di una notte, quella tra il 18 e il 19 febbraio scorsi.
Da quando osservo il cielo in maniera più intima, ancora più attenta di quanto abbia mai fatto molte cose sono cambiate.
Si impara a sfruttare il proprio occhio, a capirne le sensazioni. Rilassarsi mentre si tiene l’occhio all0oculare è una delle cose più importanti quando si è a 10 gradi sotto lo zero.
Rilassarsi permette di vedere cose “strane”, inusuali.
Come guardare un gruppo di galassie, segnarti la loro posizione sul libretto e il giorno dopo scoprire che tra quelle galassie ce n’è una di 15-esima magnitudine.
Quando il tuo telescopio può vedere fino alla 14.2…almeno teoricamente.
E’ invece è li, dove l’hai segnata al buio. Dove l’hai vista sull’Uranometria.
E’ stata conferma di una soddisfazione infinita.
Ma prima di entrare nel dettaglio ecco il resto della serata, decisamente sorprendente.

Lo strumento è sempre lo stesso: il piccolo, grande Meade da 12″.
Collimazione, acclimatamento, tutte procedure fatte accuratamente.
Il posto è il solito provato con Kappotto la notte osservativa precedente del 31 gennaio: Madonna delle Nevi, poco prima di salire a Passo San Marco (BG).
Il cielo non è il top per via del fatto che a Sud c’è Bergamo e a Sud-Est Milano.
Ma è proprio grazie a Madonna delle Nevi, località incastonata in un’insenatura tra i monti, che l’orizzonte viene coperto e il fastidio sparisce.
E’ vero, si è sacrificati: bisogna osservare da Nord a Sud passando per l’Est e dimenticandosi dell’altra parte del cielo. Ma quello che vedi almeno lo vedi buio.
La magnitudine limite stimata è stata circa della 5.6. Un valore sufficente e niente più.
Il seeing in questa nottata è stato variabile. E’ incominciata male, poi si è riassettato: da III a II (scala di Antoniadi).
Il termometro ha indicato sempre 7, 8 gradi sotto lo zero.

La sessione osservativa incomincia presto: alle 21.30 lo strumento era già montato.

Me la prendo comoda, per far acclimatare bene lo specchio e adattarmi al buio.

Incominciamo facile: M35 con il fratellino NGC2158. Gioiellini.

M35 e NGC2158

M 35 e NGC 2158

Il seeing rovina le stelle, ma puntando sul 2158 l’ingandimento massimo sfruttabile è dato dal Nagler 13: 115x.
Tuttavia l’ammassino comincia a spappolarsi anche con il Nagler 9 e si vedono chiaramente alcune stelline nell’alone del cluster.
Gioiellini. Ma è un target facile, e di prima serata: lo specchio si acclimata lentamente.

L’Auriga è alta allo zenit, ma dopo poco sarebbe tramontata tra i cespugli della montagna accanto alla mia postazione. Quindi di corsa… puntare!
Obiettivo: IC405 410, due nebulose diffuse nel cuore del cocchiere. Sono separate da un sestetto di stelle che sembra un ammasso aperto, ma che non lo è.

IC410, la piccolina
IC 410, la piccolina

Monto su il 30mm da 80° di campo apparente. Con 50x e il filtro UHC della Thousand Oaks riesco a percepire nebulosità!
La 410, quella più piccola, è nettissima. E’ evidente quanto la Rosetta. In alcune parti appare più concentrata. Dopo un paio di occhiate intuisco un golfo di materia oscura a ridosso di una stella, che sembra essere quella nel cuore della nebula. La nebulosa è decisamente evidente! Non la credevo così facile.

IC410, la grande
IC 410, la grande

Al contrario di IC405, che è quella più grande. L’archetto lo si vede scendere diafano nell’oculare e la parte centrale è quella dove la “flaming star” prende il nome. E in effetti eccolo lì il disegno di luce: in un primo sguardo non lo si vede.

Ho voglia di prendermela ancora comoda e in alto, quasi allo zenit, c’è una coppia che mi piace da morire. Di quelle che, se sono sull’orizzonte, le devi vedere per forza.
Una planetaria e una galassia. La “tavola da surf” M108 e il gufone M97.
In coppia nel Nagler 17 sono bellissime, tirando su l’ingrandimento la 108 mostra la stellina all’inteno e qualche irregolarità sui suoi bracci.
M97 stavolta mi guarda con i suoi begli occhioni. Ci sono tutti e due, uno un pelo più marcato (nel senso più scuro) e il filtro OIII non serve a un bel niente, se non a scurire l’immagine.

M108 e 97 all'oculare
M108 e 97 all’oculare

Ritorno alle nebulose.

Orione è al meridiano e la serata migliora.
Papparmi la Rosetta è d’obbligo: sempre luminosa e al solito affascinante con il suo ammasso aperto NGC 2237.
L’ST80 con l’UHC Thousand Oaks si rivela fondamentale per questo tipo di nebulose: basso ingrandimento e un filtro che risalta molto le parti più deboli della nebulosa e non le abbatte come fa un Lumicon, che contrasta molto di più l’immagine.

La Rosetta: lo spettacolo di sempre
NGC 2237, la Nebulosa a emissione Rosetta, nell’Unicorno

E allora la curiosità va oltre e si trasforma in insinuazione. Quella di riuscire a scorgere l’elusivissima Nebulosa Cono
NGC2264, un oggetto senza dubbio difficile. Mai visto, per alcuni.

E per quanto mi riguarda solo una toccata e fuga con il 50cm di Michele Bini, degli Astrofili di Rozzano. Vista, debolissima. Il cono c’era tutto, anche evidente. Il resto della nebulosa era come un velo delicato che si differenziava dal fondo cielo solo per miracolo. Beh, di certo non pretendevo chissà cosa. Anzi!

Punto l’ammasso aperto del puntale dell’albero di natale e butto l’occhio nell’oculare. Ci perdo una 10 di minuti. Invano.

Poi però mi concentro solo sulla parte del cono, dove c’è la parte scura in centro con ai bordi i confini luminosi che ne delimitano la forma di cono. E i confini erano lì. Più o meno come si vede qui:

I diafani contorni della Cono
I diafani contorni della Nebulosa Cono

Quasi non ci volevo chiedere e il giorno dopo ho chiesto lumi a King, se l’avesse vista…cosa avrebbe visto. La sua risposta è stata aderente alla mia descrizione 

Allora tanto vale che continuiamo con le nebulose!

Il Gabbiano, a sinistra di Sirio. Una nebulosa più facile del previsto, pare. Ma che questa volta non si è mostrare, sarà per timidezza, sarà per inquinamento luminoso…

Poco male, ora ho ho un conto in sospeso da sistemare

PK 205+14.1

PK 205+14.1, la planetaria sfuggevole. Quella che gli americani chiamano “Medusa”. Quella l’altra volta “si è ingrandito troppo”.

Stavolta sono preparato e piazzo il Nagler 17mm con soli 88x (si, per una planetaria!!!) nel focheggiatore dotato di UHC.

Eccola, enorme! Più grande di M27 in maniera schiacciante. La descrivo come debole, uniforme nella luminosità. Sembra una falce di Luna, una C invertita dx-sx. Voglio provare con l’OIII, che è da 31.8mm.

Allora monto il Baader Gen II 18mm. L’OIII scurisce tanto l’immagine. Ma prestando attenzione regala un contrasto che permette di apprezzarne il golfo scuro. Un oggetto da vedere!

E allora? E’ primavera: galassie!

Ok, è l’ora del Leone. Da tempo voglio provare ad osservare un quadrupletto di galassie identificato come Hickson 44.
E’ un gruppetto piuttosto esteso di 4 galassie distanti angolarmente 16 primi d’arco. Lo si vede esattamente tra Adhafera e Algieba.

Hickson 44 : tra Algieba e Zeta Leonis
Hickson 44 : tra Algieba e Zeta Leonis

Sono 4 galassie di tipologia completamente diversa:

  • 3190: la più luminosa e la più grande: mag. 11.9. E’ una galassia di tipo Sa, spirale vista di piatto con qualche irregolarità al suo interno.
  • 3185: Spirale tipo SB-bc, mag. 12.9.
  • 3193: Ellittica di tipo E1, di magnitudine 11.8
  • 3187: Spirale barrata di tipo SB-c/P, magnitudine 13.6

Nel Nagler 17 (88x) appaiono nette tutte quante, anche la più debole 3187.
Mettendo su il Nagler 13 (115x) la 3185 diventa più fioca. La 3187 è debole, non mostra nucleo nè bulge.
Mentre per le 3193 e 3190 il nucleo si rileva in visione distolta.

Hickson 44, un gruppetto molto particolare.
Hickson 44, il più facile gruppo compatto dell’omonimo catalogo

La visione è decisamente notevole. Rimanere all’oculare a guardarle non stanca per niente e si riescono a notare irregolarità sulla centrale del gruppo, la 3190.

E ora, il colpaccio.

Tornando sull’Uranometria per cercare conferme sulla loro posizione e denominazione ho notato una galassia del catalogo MCG (Morphological Catalog of Galaxies): l’atlante riporta MCG+4-24-22. Ovviamente senza dirne la magnitudine.
Perchè non provarci? Trovarla sembra semplice. La stella SAO 81268 è luminosa nel cercatore e verrà usata per prendere le misure e per centrare il campo dove c’è la galassia.

Galassia di Mag. 15: come la trovo..

Galassia di Mag. 15: come la trovo..

Dopo l’hopping…la galassia a 115x è lì! C’è un nucleo stellare prunonciato, che scoprirò al PC essere una stella di 12.3. E attorno una nuvoletta di luce grigia debole ma presente! “E’ lì!”, penso di aver visto la mia prima MCG!

Il giorno dopo, davanti al Guide, scopro che quella galassietta debole debole…è di magnitudine integrata 15… QUINDICI!!!

Rimango da quelle parti e vedo sull’atlante la NGC3162. Beccata, di piatto. A 88x la macchiolina è ben distinta, è assolutamente vista di piatto e si nota: nessun nucleo ma distinguono dettagli incerti che sembrano accenni di bracci. Con 115x in distolta appare il nucleo stellare, ma niente di quello che sembravano bracci.

Algieba, la stella luminosa del petto del fiero Leone, nasconde la vicino un bel tris di galassie.

La coppia 3227 e 3226 con la debole 3222
La coppia 3227 e 3226 con la debole 3222

La 3222 (mag14) è debole a 115x ma soprattutto priva di dettagli. Le altre due galassie sono decisamente vicine e formano una bella coppia: NGC3227 e 3226 (mag 11.3 e 12.4). La coppia è molto stretta e mostra, sempre a 115x entrambi i nuclei. Quelle che sembrano spirali pronuciate di 3227 sono molto carine ed evidenti. La 3226 appare allungata N-S perpendicolarmente alla compagna. Una coppia da vedere!

Destinazione Leone Minore

Davide: “Leone minore??? E che vuol dire??? Che è???”
Astrofilo esperto: “è una costellazione! Non lo sapevi???”

Eh si, esiste anche il Leone minore.
Ed è pure satollo di galassie! Lo sapevate? Io no. Anzi, facevo finta di non saperlo.

A metà strada tra Leo e Leo Minor c’è la NGC3344, una galassia piuttosto grande, vista di piatto. Magnitudine 10.5, luminosa! Le fanno compagnia due stelline appena fuori dall’alone galattico (prospetticamente, ovviamente). Il suo nucleo fa un bell’asterismo con le due “stelle satellite”. Sembra esserci un inizio di braccio dalla parte opposta al terzetto stellare.

NGC3344, luminosa e vista di piatto
NGC3344, luminosa e vista di piatto

Ecco una galassia che non ricordo, a distanza di più di un mese. Gli appunti però la descrivono così: NGC3414, mag. 11.9: a 115x si nota un nucleo pronunciato e un bagliore che sembra quello dell’inizio dei bracci. La vado a vedere sul DSS e ci siamo:

L'evidente NGC3414
L’evidente NGC3414

Altro gruppone!

Salendo su ai piedi della figura della costellazione del Leo Minor, accanto alla 46LMi ci sono due galassie: le NGC3396 e 3430 spiccano negli atlanti minori. Ma vicino a loro si nascondono ben altre tre galassie. E il quadretto composto è notevole.

Il gruppetto delle tre gx in fila e, sopra, la coppia 3395-3396
Il gruppetto delle tre gx in fila e, sopra, la coppia 3395-3396

In effetti le 3430 e 3396 sono le più luminose, ma le altre sono chiaramente presenti e saltellare con l’oculare dalla coppia al terzetto è piacevole e…quasi tridimensionale 

  • NGC3430: Mag. 12.2, Sbc
  • NGC3424: Mag. 13.2, SBb
  • NGC3413: Mag. 13.1, Sb0
  • NGC3395: Mag. 12.6, Sbm
  • NGC3396: Mag. 12.5, Sbc

Tentata la IC2604

Ora è la volta di una galassiona: la Whale, la balena con il suo balenottero accanto: NGC4631, una galassia vista di taglio enorme di mag. 9.7.

A 88x, negli 80° di campo apparente la galassia è veramente imponente. E’ visibile, con un pelo di attenzione la compagna 4627 di mag. 12.3.

Whale Galaxy
Whale Galaxy

Immediatamente a S-E della balena, spostandosi con l’occhio all’oculare c’è la famosa “Hockey Stick”, la NGC4656, una galassia di 10.7

Hockey Stick: 4656 e 4657
Hockey Stick: 4656 e 4657

Con il Nagler 17, a 88x, appare rigonfia da un lato e dall’altro sembra esserci il bastoncello della mazza da hockey. Insomma si intravede la compagna interagente NGC4657, di mag. 13. Bellissima galassia, assieme alla Whale non so chi preferire!

E come concludere questa lunga nottata? Con la bellissima scheggia, l’astronave, la NGC4565, l’ “Edge-on galaxy” per eccellenza.

A 88x è splendida e luminosissima. Mostra in tutto il suo splendore la barra centrale e il rigonfiamento sopra e sotto di essa, il cosiddetto bulge. Ben presente la solita stellina di 12.8 che l’accompagna 

Edge on Galaxy, splendida
La splendida Regina della Primavera, NGC 4565

Sono sfinito, è ora di andare a casa e chiudere questo report 

Sono estremamente soddisfatto della nottata: è grazie a questo tipo di osservazioni che si impara sempre di più.

Arriverà presto un report fresco fresco dello scorso martedì 24 Marzo.

La Pickering Nebula

Bella nottata a Saint Barthelemy tra venerdi e sabato scorsi!

Il complesso nebulare della Velo nella costellazione del Cigno

A 1900 metri il cielo era molto trasparente. 
Incastrato tra la fotografia e il visuale, mi sono dedicato poco al dobson, ma quello che ho visto è stato commovente. 
A parte tutte le classiche nebulose estive, mi sono imbattuto in qualcosa che veramente non credevo possibile osservare visualmente. 
Forse pochi la conosceranno.

Magari ero l’unico a non sapere che tramite un telescopio abbastanza grande (30 cm almeno?) e un filtro UHC si può vedere. 

Sta di fatto che viaggiavo nel bellissimo Velo: era luminoso, dettagliatissimo, un evoluzione di delicati filamenti, l’uncino della 6960 e dall’altra parte la lingua biforcuta. 
E’ già meravigliosa questa parte, chissà l’altra! Andiamo sulla 6992! L’archetto, il Velo più artistico, la parte più contrastata e luminosa… voglio vederla, rimanere appeso tra in Nagler 17 mm Type 4 e quella zona di stelle interrotta da quel resto di supernova unico.
Spostandomi cosa vedo? 

L’oggetto del topic.
La Pickering, NGC6979. La parte centrale del Velo, quella più debole, quella che avevo visto solo nelle fotografie fin’ora.

Era lì. Netta. Debole (rispetto alle altre 2) ma palesemente presente. Se ne seguivano anche qui le evoluzioni, fin giù, verso la 6960. 
Wow….

Non credevo si potesse vedere. E nessuno mai me ne ha parlato. 
E’ così che ho deciso di comunicarvelo, osservatori delle infinite meraviglie. 

Tentateci la prossima volta, specialmente se vi capita una serata estremamente trasparente. 

Questo è il setup utilizzato: 

Dobson 300mm f/5
Meade UWA 24mm
Nagler 17mm Type 4
Thousand Oaks UHC

L’oggetto si trovava allo zenit.

Prima Primavera col 12″

Ore 6.23: seduto alla scrivania con le mani sulla tastiera e con la mente alla splendida notte appena trascorsa. Probabilmente una delle più belle sessioni osservative fatte. Giornata primaverile, la domenica di oggi. Senz’altro il fattore climatico è stato determinante: non c’è stato sbalzo termico tra dì e notte…percui niente umidità, tipica delle ultime notti di febbraio. Una leggera brezza ha contribuito a far andar via qualsiasi voglia di condensa sugli strumenti. Siamo al 3 marzo ma…fa caldo questa notte! 

Ore 0.10: Esco fuori a dare un’occhiata al cielo. Whoa! Le stelle mi guardavano e mi ammiccavano. Se il seeing faceva di certo schifo…la trasparenza era dalla mia parte. Mi gioco la nottata sveglio, penso. Così sia. 

Ore 1.30: Posto osservativo, sperduto nella foresta. Team: io e me stesso. Silenzio assoluto. Calma perfetta per incominciare a collimare lo specchione e sparare le cartucce. 

Stavolta ne ho viste di cotte e di crude. In tutte le salse. Come non facevo da tempo. 

Si comincia facile. Molto facile: Leo Triplet. C’è una gara in atto tra due oculari. Qualità vs quantità. Alla fine della nottata non vincerà nessuno. Anzi, vinceranno tutti e due. Le tre galassiette 65, 66 e 3628 sono un quadretto commovente. Il fondo cielo è scuro al punto giusto, le due Messier sono contrastate, e il loro bulge è lì a farsi ammirare. Quest’anno sarà la decima volta che le vedo. Ma rapiscono gli occhi e la mente come poca roba. La NGC è così sfuggevole nei dettagli ma chiaramente presente. 

Andiamo oltre altrimenti faccio un papiro. 

M51? MAI vistà così. Enorme. Spirali nette, evidenti, quasi contrastate con il resto della galassia. Nuclei pronunciati (n5095-6). A 63 e a 88x. Con molta attenzione si intravede la fine dei bracci. Notevole. Bellissima! 

M106: bella come la ricordavo. Nucleo decentrato e baffo laterale. Gruoss! 

NGC6503: Bella galassietta nel Draco. E’ una spirale di classe Sc e si vede. Mi serve “da trampolino” per la successiva, Cat’s Eye. Ma è un bel trampolino! 

NGC6543: Cat’s Eye. Luminosità superficiale elevata. Planetaria che a 300x mostra i suoi dettagli (affogati ancora nella luminosità della nebulosa). 

M3: Il solito, grande ammasso! 

NGC4485-4490: una coppia di galassie stupenda!!! La 4490, di mag. 9.5 è molto più grande della 4485 (mag. 11.7). Sono vicinissime. E la differenza di dimensione rende al quadretto una tridimensionalità pazzesca! Sono rimasto una decina di minuti a guardarle… 

M94: Gruoss!! 

Veniamo al clou della serata.

Quello per cui mi sono mosso: l’ammasso della Vergine. 
Osservato un paio di volte, stavolta ho deciso di osservarlo a dovere, riconoscendo quella miriade di galassie e galassiette e passeggiandoci sopra. 

Punto di partenza: Vindemiatrix, epsilon Virgo. 
Spostandosi un pizzico a ovest saltano fuori subito due galassiette distanti solo 10 primi d’arco. Una è luminosa e sottile, con nucleo ben pronunciato e l’altra piccola e cicciottella. Le avevo scambiate per M59 e M60. Ma poi non trovandomi con il percorso ho capito che erano due NGC veramente luminose! NGC4762 e 4754

Ancora più a ovest trovo i primi Messier: 59 e 60. Saranno ellittiche. Batuffolini in un campo di (deboli stelle). Siamo a ridosso dell’ammasso della Vergine, quasi a toccare il celeberrimo Markarian’s Chain. L’ambito Chain. 

Ancora a ovest segue M58, più estesa delle prime due e sicuramente ellittica anch’essa. 

Ed è stato qui la chiave di volta di uno dei miei colpi di fulmine in quest’ammasso: 

La coppia incantevole delle Siamese Twins! Le Gemelle Siamesi!!! Due galassiette a forma di chicco di riso unite, sovrapposte. Ma perfettamente distinte ed evidenti. Luminose, estremamente ovali. 10 minuti forse sono stati troppo pochi per ammirarle. Ma la voglia di andare avanti era tanta. 

Ritorno a nord su M58, ancora più su verso M89, M90.………ed ora a ovest! E’ lì, lo so! 

M86: il fulcro! 
Basta un’immagine

Otto, dico otto galassie in un campo di 1° 19′!!! 
L’unica che non ho visto è stata la 4407, probabilmente perchè piccolina. 

Una visione paradisiaca: nel mio oculare 8 mondi, 8 grandissimi universi isola. Miliardi di soli… wow… 

“La mia nottata potrebbe finire qui”, penso. Ma è ancora presto, prima che la Luna sorga in compagnia di Giove. 

E lo sguardo volge a sud. Un sud trasparente, buio abbastanza per scuotermi un’idea. Vedo il Centauro! 

Fregandomene altamente di M83 decido di provare la facile galassia NGC5102 di mag. 9.5. Sono a circa 10° di altezza. E la galassia è notevole! Allungata e luminosa solo a 88x, dove il fondo cielo si scurisce e contrasta con la galassia. 

Lo sguardo alla tavola 28 del Reise mi suggerisce il colpaccio! Sono quasi sicuro che non ce la farò. E, infatti, a 62x cerco invano un oggetto molto particolare, estremamente meridionale. 
Parto da iota Cen, mi sposto leggermente ad est e giù! Fino a che, nell’oculare dovrei vedere una nebulosità chissà quanto luminosa. 
L’atlante riporta magnitudine dell’oggetto (che ancora non svelo) di 6.8. Luminoso, cacchio! 

Ci ritento, ancora. Niente.
Dopo diversi tentativi decido di cambiare strada: telrad che completa una “L” con iota e pi Centaurus. 
Oculare: passiamo a 88x, così il fondo cielo è più scuro e abbatto il problema della scarsissima altezza sull’orizzonte: il dobson punta praticamente a terra: sono a 4° di altezza!!! 

Giro, giro, starhoppo, starhoppo ed eccola là!
Una nebulosità! E’ sicuramente lei!!!! 

Un disegno di Centaurus A, di Serge Vaillard

Non credevo ai miei occhi.
Un momento. Prestando maggior attenzione è visibile la banda di polveri centrale.

 La galassia è debole, ma porc*, la banda è più visibile di quella di M104!

Che visione, ragazzi! Che emozione!
Ancora altri 5 minuti, mi dico… poi passiamo al prossimo… 

Mi fermo qui con la carrellata degli oggetti osservati successivamente: i soliti. Anche perchè mi accorgo che oramai Sagittario e Scorpione offrono divertimento. I classici oggetti estivi vengono visti per la prima volta da uno specchio di0 … Poi M27, M57, M56, M5, M13 e bla bla bla… 

La nottata è stata davvero indimenticabile. 
Me ne torno a casa in compagnia della falce di Luna, Giove, Venere e Mercurio, visto per la quarta volta, in barba a Newton.

L’idea di uscire a mezzanotte inoltrata non è stata affatto cattiva! 

Grazie per avermi letto (ammesso che l’abbiate fatto!

Benvenuto Lightbridge

Un riassunto delle ultime due nottate a distanza ravvicinata l’una dall’altra.

Lightbrdige 12"
Meade Lightbridge 12″ f/5

Il cosone, si sa, venduto così com’è non è performante al massimo per la ricerca e l’osservazione degli oggetti del Cielo Profondo. E così, saltellando da un sito all’altro, chiedendo pareri agli amici proprietari di dobson mi sono fatto un’idea di quello che avrei dovuto fare per godermi appieno la libertà che offre una mappa stellare unita a un sistema di puntamento manuale con i controfiocchi.

Ho dotato il nuovo strumento di telrad, il magico puntatore stile H.U.D. degli aerei da caccia che, unito a cartine del cielo con stampato proprio il telrad circle, offre una capacità di puntamento notevole, oltre che una precisione quasi certosina, in accoppiata con un buon cercatore 8×50, il tutto ben collimato.

Il Lightbridge 12″ ha un cercatore 8×50, visione classica. Ho imparato che i cercatori con diagonale devono starmi lontano 200 metri almeno.

Ha le sue belle Bob’s knobs, per collimare comodo. E si collima davvero comodamente. E in fretta.

Il Lightbridge 12″ ha un “sistema di contrappeso” un po’ particolare: una semplice cintura da sub, con due pesi da kilo, permette un bilanciamento in altezza ottimale del tubo: con l’applicazione del telrad, del cercatore e di un qualsiasi oculare big-size tutto tendeva a cadere in avanti, sfracellandosi sulla rocker box.

Il Lightbridge 12″ avrà appena possibile un nuovo focheggiatore.

Ma ne è valsa la pena?

Sembra di si. Il primo approccio con il cielo appena sufficente di Cassano Murge (BA) è stato veramente fruttuoso, oltre che molto divertente. Il Santo Reise Atlas, unito al Telrad, mi ha permesso di osservare oggetti mai visti o per pigrizia o per altri motivi.

Eccone una piccola rassegna (gli oggetti puntati per la prima volta sono contrassegnati con ###):

  • M97: Nebulosa Gufo – finalmente luminosa. Occhi accennati. Contrastata nel Vixen LVW 17mm.
  • M108: Galassia Spirale SBc – Carina ma non entusiasmante. Nucleo evidente.
  • M109: Galassia Spirale Barrata SBbc – Nucleo facile, barra non percepibile.
  • NGC2841: Galassia Spirale SB – Nessuna nota di rilievo. ###
  • M81: Galassia Spirale SB – Luminosissima. Bulge prepotentemente visibile. Nucleo luminosissimo. Bracci invisibili.
  • M82: Galassia Irregolare Ir – Una delle più belle. Contrastata, luminosa, evidenti in visione distolta le bande di polveri centrali. Superba.
  • NGC3077: Galassia Spirale Sd – Piccola, evidente ma senza alcun tipo di dettaglio. Solo un bel bulge a testimoniare che è lì, che vorrebbe far parte del duetto M81/M82. ###
  • M102 (NGC5866): Galassia Spirale S0-a – Piccola ma estremamente visibile. Bulge pronunciato, molto carina. Visibili i due “baffetti” laterali e un piccolo dettaglio nel bulge. ###
  • M101: Galassia Spirale SBc – Enorme. Già vista ma mai così bene da Cassano. Bene si fa per dire, però. Nucleo evidente. Stellina nel bulge (11ma?). ###
  • M51 e NGC5095: Galassia Spirale SBc – Una Whirlpool fantastica in buone condizioni del cielo, quasi deludente con l’atmosfera umida. Tuttavia i nuclei delle due compagne sono sempre evidenti. Visibili (ma non così evidenti) l’evoluzione dei bracci della galassia madre. Due stelle al suo interno. Bellissima.
  • M94: Galassia Spirale Sbc – Sunflower. Molto, molto bella. Evidente il nucleo e il bulge. Si apprezza l’apertura della galassia verso l’osservatore e l’evoluzione principare dei bracci. Si capisce che stiamo guardando “il Girasole” (da Sunflower). ###
  • M92: Globulare in Her – Possente. Bellissimo. Compatto nel nucleo e ricco nella parte più esterna. Luminosissimo. Uno dei migliori. Per colpa di M13, globulare nella stessa costellazione, questo M92 viene talvolta messo in secondo piano. Ingiustamente. Il 12″ ne rende davvero giustizia.
  • NGC2903: Galassia Spirale SBbc – Strano che non si trovi nel catalogo Messier questa bellissima galassia nel Leone. Facile da trovare. Facile da vedere. Bulge pronunciato, con un nucleo in evidenza. Ovale, ma con dei baffetti che, in distolta, mostrano la natura della galassia: una spirale. ###
  • M65, M66, NGC3628: Leo Triplet – Difficile vedere singolarmente questo bellissimo terzetto di galassie. M66 è più evidente e più grossa. M65 più sottile e lunga. La compagna, più debole, del New General Catalog è visibile, e in distolta mostra chiaramente i confini frastagliati. Vista di taglio.
  • M64: Galassia Spirale Sab – Piuttosto grossa, questa Black Eye Galaxy. Nucleo e bulge in evidenza, ma con un’estensione globale della galassia molto ampia. Con attenzione, fatica, e visione distolta si intravede dapprima, poi lo si nota con certezza, l’occhio nero della galassia, da cui essa prende il nome. Piacevole. ###
  • M53: Globulare in Com – Piccolo e denso, difficile risolverlo al centro persino con un 12″. ###
  • NGC4565: Galassia Spirale Sb vista di taglio – Splendida. Di più. E’ una saetta luminosa nel cosmo. Una freccia. Contrastata, luminosa, Nucleo e bulge pesantemente evidenti, bracci contrastati. Un incanto. Imperdibile. E facile da trovare: si trova subito ad est dell’ammasso Melotte 111 in Coma, visibile ad occhio nudo. ###
  • M3: Globulare in Cvn – Grande. Luminoso. Ricco. Forma rotonda. Centro dell’ammasso risolto facilmente. Regge gli alti ingrandimenti non perdendo di luminosità. Gareggia con gli ammassi più grandi, ma mai arrivando ad essi per particolarità. Non per questo è da scartare! Anzi, puntarlo ogni qual volta se ne ha la possibilità.
  • M13: Globulare in Her – Il globulare. Commovente. A buon intenditor poche parole.
  • M104: Galassia Spirale Sa – Ecco la Sombrero. Una galassia famosa, ma che in visuale non incanta quanto in fotografia. La banda di polveri che la trapassa in orizzontale è visibile sotto cieli buoni con un telescopio da 20cm collimato. Bulge evidente.
  • M10: Globulare in Oph – Piccolo, luminosissimo, appena ovale. Ricco di stelle, alcune delle quali molto luminose! Risolto al centro con facilità. Bellissima visione.
  • M12: Globulare in Oph – Piccolo quanto M10, meno luminoso e più tondeggiante. Risolto appena al centro. ###
  • M5: Globulare in Ser – Ecco un ammasso globulare da competizione. Rivaleggia con M3.
  • NGC4361: Nebulosa Planetaria in Crv – Una planetaria con dimensioni apparenti più grandi del solito. Non mostra dettagli ma è circolare e ben visibile. ###
  • NGC4038-4039 : Galassie Antennae in Crv – Due galassie peculiari interagenti fra di loro, reduci da uno scontro intergalattico. Deboli nel 12″ sotto un cielo non cristallino. ###
  • M68: Globulare in Hya – Piccolo, debole e compatto. Difficilmente risolvibile, forse anche a causa della sua scarsa altezza sull’orizzonte. ###
  • M83: Galassia Spirale Sbc – La terza galassia più brillante del Catalogo Messier delude per colpa della sua altezza sull’orizzonte italiano: si trova ai confini con il Centauro, costellazione tipicamente meridionale. Tuttavia il nucleo è evidente assieme al suo bulge. ###
  • M4: Globulare in Sco – Ancora troppo basso questo bello e grande globulare, si mostra facilmente nei 12″, già risolto fino al centro.

Fotografia, osservazione e buona compagnia!

Sono le 7 di mattina e non ho per niente voglia di andare a letto.

Tutto merito della serata osservativa appena passata.
L’esiguo team composto da Gigi (il fotografo) e Gianluca (Korgolo) si affaccia dopo le 22.00 in quel di Cassano Murge (BA), il solito posto osservativo.

Le previsioni del meteo la facevano ben sperare: cielo terso e un po’ ventoso per tutta la nottata. Ma come al solito non può andare tutto bene. 

Scesi dall’auto, i 360° dell’orizzonte erano sgombri da nuvole.
L’atmosfera si galvanizzava. Giù dalle auto tutti gli strumenti.

Eq6: messa in bolla, attenzione, c’è del vento e da abbassare il treppiede. Fatto. 
Stazionamento polare: perfetto! 
Monto i tubetti, il guida 120 f/5 e il killer Takahashi FS-60C. C’è da provare subito il nuovo CAA: il rotatore di camera di marca nipponica. Magzero per guida.
Bilanciamento del setup: fatto! 

Cosa rimane? Puntare l’obiettivo della serata, trovare la stella di guida, fare il fuoco e scattare! 

Certo niente di più semplice. Ma ecco cosa si presenta appena finito di montare:

Il setup fotografico
Il setup fotografico

Oramai ci stiamo facendo l’abitudine: sarà la decima volta di fila che succede appena finisco di montare: nuvole.

Passano un paio d’ore scarse di nuvole veloci e passeggere quando (finalmente) il cielo diventa sgombro. 

Dopo qualche foto “tanto per passare il tempo”… 

La fotografia di Gigi con il suo setup non è stata pervenuta: il momento era troppo critico…

Insomma, decidiamo che è ora di darsi da fare, anche perchè comincia a farsi tardi.

Fotograficamente parlando la nottata sembra essere fruttuosa. L’obiettivo è quello desiderato da quando avevo 18 anni: La Nebulosa Rosetta. Fantastica e rossa nebulosa a emissione nell’Unicorno. 

Ne usciranno 41 pose da 3 minuti l’una, scattate a 800 ISO. 

Alla fine di questa sessione, ben guidata e messa a fuoco, catturo 12 dark per eliminare il rumore nei singoli scatti.

Questa sera mi porterà una importante novità di nome “Dobson”

In particolare “Meade Lightbridge”.

Passare a un telescopio di questo tipo vorrebbe dire tante cose: dopo anni di montature equatoriali, cambiare in favore di un dobsoniano vuol dire proprio cambiare approccio al Cielo.

Stasera ho avuto l’illuminazione. E’ stato notevole. E’ stato estremamente rilassante. E’ stato bellissimo puntare decine di oggetti, i più dei quali guardando solo un attimo nell’atlante. Galassie, ammassi aperti e anche qualche globulare.
Con un’unica precisazione: 10″ sono ancora pochi.

Gli oggetti osservati

Bella M51 assieme alla compagna: evidenti i loro nuclei e si intravedeva qualche formazione interna dei bracci. 

M46 e M47 fantastici: la coppia invernale. M47 grande e luminoso, M46 piccolo, compatto. A 100x salta f uori la planetaria al suo interno: emozionante. 

Leo Triplet! Da quanto tempo non puntavo il gruppetto di galassie nel Leone. M66 ben evidente con le propaggini esterne più visibili della M65, più compatta della prima. NGC3628, la galassia di taglio era ben visibile con il solito contorno non contrastato. 

M95, M96 e M105: quadretto d’impatto con la 105 in compagnia della sorellina NGC3371, di mag. 9.9. 

M81, M82: ancora nella parte di cielo inquinato, ma tirando su di ingrandimento la Sigaro mostrava in visione distolta le bande di polvere scura sul suo piano galattico. 

M42: come sempre, appaga in una serata d’inverno. 

M41: medio, ricco, stelle luminose. Ha tutte le carte per entrare a far parte dei miei Messier preferiti. 

M34: a molti piace, a me non incanta neanche in questo 10″… 

Cercata invano NGC891

Cometa 17/P Holmes: oramai lontani i giorni dell’outburst la “Katie” si è rarefatta, espandendosi in cielo tanto da essere chiaramente visibile ad occhio nudo come una chiazza lattiginosa molto evidente. All’oculare il suo nucleo c’è, come è evidente la parte frontale, contrastata dal fondo cielo. Tridimensionale. Ancora bellissima. 

M109: cielo che non permette. La galassia è visibile soltanto come un batuffolo senza forma. 

M35, NGC2158: fantastico ammasso aperto a basso ingrandimento. L’apice è dato dal compagno di viaggio del catalogo NGC, piccolo e appena risolto. 

M44: troppo grande per questo 10″: perde in bellezza. 

M67: uao! Grandissimo Ammasso aperto. Media grandezza, ricco di stelle…ma non troppo, stelle luminose. 

Anche la prova dei miei oculari usati con lo specchio GSO del Meade ha dato una prima prova positiva. 

Il cambiamento è vicino

La nottata si chiude con un magnifico quadretto: il taketto a fare i dark sul tavolo e la falcetta lunare con Venere ad est che si alzano sempre più, custodi della vicina alba. 

Quando, stanco di godermele soltanto con gli occhi decido di staccare dai dark e mettere il taketto sul treppiedino fotografico e fare un book a Miss Falce.

Per finire in bellezza, ho trovato per terra gli occhiali astigmatici: lente destra in frantumi… doh!