Vicini al solstizio d’estate 2020

Con gli strumenti in fase di montaggio, abbiamo aspettato l’arrivo del buio astronomico

Piano Visitone al completo di visualisti! La vetta di Serra del Prete, stanotte, ha assistito a un evento più unico che raro: la bellezza di cinque osservatori visuali intenti a cacciare fotoni di lontane galassie, nebulose e ammassi stellari piuttosto che a fotografarli.

A ridosso del solstizio d’estate, dove le notti boreali sono le più corte dell’anno, abbiamo deciso all’ultimo minuto di fare un tour de force infrasettimanale: un totale di cinque ore di viaggio a fronte di cinque ore di osservazione. Ne sarebbe valsa la pena?

La finestra di bel tempo prevista ha rispettato le aspettative. In tutta la nottata non si è vista mezza nuvola e l’umidità è stata abbastanza contenuta, rimanendo stabile sul 70% della scala dell’igrometro. Temperature meno estive, ben al di sotto dei 10°C.

Montaggio, collimazione e acclimatamento

Durante il montaggio degli strumenti, avvenuto subito dopo il tramonto del Sole, abbiamo deciso di immortalare il momento con una foto di gruppo che ritrae gli astrofotografi Fabrizio e Nicola e i visualisti Francesco, Oronzo, Paolo e il sottoscritto. In attesa di Walter che ci avrebbe raggiunti a serata già cominciata.

La nottata ha visto anche il battesimo del nuovo, fiammante RpAstro da 40cm di Francesco, cucito e costruito su misura con richieste precise e impeccabilmente migliorate dall’Ing. Peruzzi.

Nuovo Dobson RPAstro 40cm f/4.5 con ostruzione del 17.5%

Lo strumento si è rivelato davvero di ottima fattura, con movimenti fedeli, dolci e non laschi: il puntamento di qualsiasi oggetto, dall’orizzonte allo zenit, è preciso e inequivocabile. Inseguire ad alti ingrandimenti non è per nulla problematico. La collimazione rimane stabile per tutta la notte da zenit a orizzonte e, insomma, come prima luce Francesco è tornato a casa molto soddifsatto.

Il buio astronomico iniziato alle 22:20, avrebbe visto la sua fine poche ore dopo. Infatti alle 3:30 erano visibili già le prime luci dell’alba astronomica.

Queste cinque ore hanno visto un serrato scambio di prede celesti tra i presenti al pratone e una varietà di bersagli davvero eterogenea.

Tosti gruppi compatti di Hickson hanno lasciato spazio a qualche classico estivo e ad autentiche gemme del cielo che non appartengono al catalogo degli oggetti più luminosi del cielo: i Messier.

Se M51, M101 ed M13 testimoniavano una trasparenza atmosferica sotto la media, l’SQM-L diceva comunque “21,35” con una parte di Via Lattea inclusa nella misurazione, ovvero dalle parti dello zenit. Quando, però, si è sotto il cielo del Pollino, bisogna far poco gli schizzinosi e sotto a lavorare!

Dove non diversamente specificato, tutte le osservazioni sono state fatte all’oculare di un Dobson da 60cm di diametro.


Hickson 71 – Boote – osservazione a 346x

Hickson 71 – photo credits Digited Sky Survey

Gruppo composto da quattro galassie. La componente A, ovvero IC4381, è immediatamente visibile a N-E di una coppia di stelline di luminosità 10 e 12.5 (con attenzione ne compare anche una terza di mag. 14) come diffusa e di forma rotonda, con un diametro apparente di 2′ x 1′ d’arco.

La componente B, cioè la IC4382, è palesemente elongata NNW-SSE e mostra un’evidente condensazione centrale e un alto gradiente tra bulge e alone galattico e dai confini netti, ben contrastata sul fondo cielo.

La componente C appare dopo un po’ di tempo e in visione distolta come una debole macchia, cercandola tramite triangolazione con le compagne più vistose a ESE della principale.

Molto incerta la componente D che viene riportata dal Megastar di mag. 17.


NGC5466 – Boote – osservazione a 215x

NGC5466 – photo credits Digited Sky Survey

Uno dei due globulari del Boote che, con il 60cm, non avevo ancora puntato. Appare ricco di stelle di luminosità bilanciata e poco condensato, rientrando a pieno titolo nella classificazione XII di Shapley-Sawyer.


Hickson 72 – Boote – osservazione a 465x

Hickson 72 – photo credits Digited Sky Survey

Splendido. Uno dei più bei gruppi di Hickson, forse. Quattro elementi, ben visibili, in un filotto di galassie che va da NW a SE. La loro luminosità è molto simile e quelle più in evidenza sono le due centrali, quasi a contatto, di cui la componente B, al secolo PGC52848, appare lievemente allungata in direzione N-S. Anche la componente D, la PGC52851, appare elongata ma in direzione NNE-SSO.

La componente A, PGC52844, è quella settentrionale ed è la più ovale. Mostra una luminosità uniforme lungo il suo alone ed è elongata in direzione ENE-WSW. Infine, la componente C (PGC52854), la più meridionale, si mostra come quasi rotonda e con una luminosità leggermente inferiore rispetto alle altre.


Hickson 76 – Serpente – osservazione a 215x

Hickson 76 – photo credits Digited Sky Survey

Quattro galassie viste con facilità già a 215x. La NGC5942 (D) è di forma rotonda e grande circa 0.5′ d’arco. La NGC5941 (C) è un filo più grande e leggermente più luminosa, altrettanto rotonda come la compagna. Invece le componenti A e B, rispettivamente NGC5944 e PGC55314, nascondono nei dintorni altre due galassie, scovate a 346x. La componente F (PGC55313), infatti, è adiacente alla A ed è subito a SO, visibile come rigonfiamento della stessa. Invece, pochi primi a NE della 5944, è visibile con difficoltà la componente E (PGC55325). Visibile, infine, in maniera inequivocabile, la debole componente G, alias PGC55307 come un ovale allungato in direzione NE-SW.


Hickson 82 – Ercole – osservazione a 235x

Hickson 82 – photo credits Digited Sky Survey

Gruppetto osservato al 40cm di Francesco. Visibili subito le prime tre componenti, NGC6162 (A), NGC6163 (B) e la NGC6161 (C) mentre la quarta, la PGC58231, era visibile soltanto cercando di triangolarla con le altre componenti.


NGC5907 – Drago – osservazione a 215x

NGC5907 – photo credits Digited Sky Survey

Difficile spiegare cosa sia all’oculare questa galassia e che sensazioni regali. E’ semplicemente OUTSTANDING! Da urlo. Taglia in due il campo dell’oculare da 100° con dettagli pazzeschi. E’ super luminosa, super sottile, super contrastata sul fondo cielo. La sua banda di polveri la taglia lungo tutto il suo diametro non esattamente a metà, ma sui 2/3, lasciando la parte settentrionale più densa e luminosa di quella meridionale. Si sviluppa in direzione NNW-SSE. E’ uno di quegli oggetti da puntare e … rimanere minuti su minuti a contemplarlo.

M102 – Drago – osservazione a 215x

M102 – photo credits by David Davies

Un gioiello di casa Messier che ha bisogno di poche presentazioni. La galassia è grande circa 6′ x 2′ e si presenta come una spirale vista perfettamente di taglio, tanto che la sua barra di polveri centrale sembra interrompersi al centro, in corrispondenza del nucleo galattico. Ha una luminosità superficiale molto elevata e il suo alone, molto luminoso, si contrasta parecchio sul fondo cielo. E’ orientata in direzione NE-SW e, anche lei, è da commozione cerebrale.

NGC5879 – Drago – osservazione a 215x

NGC5879 – photo credits Digited Sky Survey

Mostra un bulge piccolo ma presente. E’ allungata palesemente in direzione N-S e in visione distolta si allarga arrivando alla dimensione di 3′ x 1′. Molto gradevole.


NGC3359 – Orsa Maggiore – osservazione a 275x

NGC3359 – photo credits Digited Sky Survey

Altro capolavoro di galassia, osservata al 50cm di Oronzo, che dopo un avvicinamento all’oculare, si è mostrata subito come un oggetto degno di nota. Allungata in direzione N-S, mostra subito il nucleo, avvolto in un bulge allungato, come la parte più luminosa di quest’oggetto. Che, dapprima in visione distolta e poi anche in diretta, si mostra come una evidente galassia a spirale i cui bracci si sviluppano in senso orario e si assottigliano perdendosi gradatamente sul fondo cielo. Con attenzione avremmo potuto tentare anche di scorgere qualche regione H-alpha. In questo caso, dare un’occhiata preventiva a una lastra DSS ci avrebbe aiutato.


NGC6826 – Cigno – osservazione a 235x

NGC6826 – photo credits Digited Sky Survey

Abbiamo osservato una bella Blinking nel 40cm di Francesco, dove era degna di nota la visione di un contorno della nebulosa più netto e marcato rispetto al resto più interno della sua superficie.


NGC6946 – Cefeo- osservazione a 132x

NGC6946 – photo credits Digited Sky Survey

La galassia che fa coppia con l’ammasso aperto NGC6939 era bella alta in cielo. Puntata a basso ingrandimento, si mostra col suo solito nucleo e si possono contare tre bracci principali, di cui uno biforcuto e corto. L’ho vista in condizioni migliori, ma mai così bene con il 60cm.


La nottata è stata accompagnata anche dalle visioni dei classici di stagione come l’immancabile Nebulosa Velo, la M57, M27, M17 e M16 con le sue Colonne della Creazione. Abbiamo fatto un salto su M55 che non vedevo da tempo, puntato perché vicino a un altro gruppo di Hickson, il numero 86. Per quanto facile da vedere, però, il seeing era a tratti osceno quando si puntava sotto i 30° sull’orizzonte e ho rinunciato subito a questo gruppo compatto per non perdere tempo prezioso, tipico delle brevi notti del solstizio estivo.

Si chiude in bellezza osservando un bel Giove con la torretta binoculare di Oronzo, un Saturno accerchiato dai suoi satelliti e da un buon Marte che sembrava farci vedere la sua fase accentuata, la zona chiara di Argyre e quella scura dal Mare Erythreaeum alla penisola di Tharsis (questo gruppo era visibile come un unico blocco rosso scuro confuso).

La nottata è stata sicuramente proficua. Osservazioni, per forza di cose, incentrate sulla qualità, piuttosto che sulla quantità e caratterizzate da ottima compagnia e un buon cielo. Purtroppo non siamo stati accompagnati da buon seeing che raramente è stato oltre la sufficienza e, ogni tanto, finiva sotto gli standard di accettabilità.

Nonostante questo, soddisfazione…alle stelle! 😀